Zonarte Natalie Rossi

Zonarte Natalie Rossi

Natalie Rossi è nata a Palermo nel 1977, si è laureata in Pittura nel 2002 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e attualmente vive e lavora a Lipari dove ha aperto un poetico Atelier.
Ha seguito corsi di fotografia polaroid art, costume per lo spettacolo e design presso la facoltà di Architettura di Palermo.
Esperta in didattica dell’arte, insegna dal 2004 materie umanistiche e artistiche e ha approfondito tecniche per la didattica con i ragazzi diversamente abili .
Ha sviluppato con i bambini la metodologia di Bruno Munari. Al fine di progettare e sviluppare attività didattico/laboratoriali rivolte ai bambini, in particolare porta avanti il progetto PABA piccola Accademia di Belle Arti per promuovere la conoscenza e la diffusione dei laboratori sull’arte contemporanea.
La ricerca di Natalie Rossi implica l’utilizzo di diverse tecniche e materiali, dalla fotografia (in particolare l’uso di Polaroid su cui interviene con graffiature e incisioni producendo un’alterazione della reazione chimica propria dello sviluppo istantaneo di questo mezzo), alla pittura, all’installazione e all’intervento con ago e fili plastici su tele e supporti di altro materiale.
Il suo lavoro mostra uno spiccato interesse per il coinvolgimento sensoriale ed emotivo nella realizzazione dell’opera e nella sua conseguente fruizione; il suo approccio è spesso ironico come nel lavoro con cui vince il premio indetto dall’Università degli Studi di Palermo intitolato “La mia sessualità” nel quale realizza 6 pannelli utilizzando il gioco dei chiodini per ritrarre scene del kamasutra. Ha inoltre svolto negli anni una ricerca sul culto della “santuzza”, proprio della città di Palermo, utilizzando il mezzo delle Polaroid modificate; qui la questione del rapporto tra le sue origini culturali e la mediazione del linguaggio artistico è centrale. Come lo è la prevalenza di un approccio all’indagine per così dire sentimentale prima ancora che formale o ideativo.
Il tema dell’acqua, infine, impegna la sua indagine da diversi anni, ad esso devono essere riferiti lavori come “Archivio delle gocce del mare” istallato al Palazzo Vai di Prato nel luglio scorso in occasione di “Manuale per autostoppisti dell’arte”; il progetto presentato per “Ratio naturalis” nel 2006 a Lentini in Sicilia; il ricamo “Senza titolo” su tela del 2001 e altri.