Noemi Romano  FAGGÖTTEEN

Noemi Romano FAGGÖTTEEN

Faggötteen , versione aggiornata del caro vecchio fagotto, è un’ode alla lentezza e ai tempi in cui si andava a piedi e si viaggiava leggeri.
Fare fagotto, dopotutto, è l’antitesi della fretta perché impone una scelta: la capacità è limitata e decidere cosa metterci richiede una forma mentis quasi ascetica, rivolta all’essenzialità e alla funzionalità.
Quando si cresce a pane, marmellata e cartoni giapponesi, vedere un fagotto non può non ricordare decine di scene più o meno malinconiche (o comiche) dell’eroe, che sul finir della storia se ne va col fagotto sulla spalla, l’ombra stagliata contro un incandescente ed evocativo tramonto con il sole oversize – come avviene solo nei cartoni.
Non è un caso che l’idea arrivi da Noemi Romano , giovane designer di Palermo, terra d’emigrazione e ormai stereotipo di uno stile di vita “slow” che non c’è più ma che tutti cerchiamo di inseguire chiusi nei nostri uffici iperefficienti, in città dove gente, cose e informazioni scorrono inarrestabili.
Realizzato interamente con materiali recuperati, dal tessuto del sacco al bastone (al quale va ad aggiungersi un manico in ceramica bianca), l’idea di Faggötteen nasce per salvare i rami di un albero di fico a cui Noemi era affezionata.