#WEAREGENIO la più grande collezione di maioliche al mondo

#WEAREGENIO adotta una maiolica

La collezione di maioliche della Casa Museo Stanze al Genio, piccolo museo gioiello nel centro storico di Palermo, deve la grandezza al suo raffinato collezionista che per tutta la sua vita ha raccolto, restaurato e salvato circa 2.600 mattonelle, 400 anni di storia della ceramica italiana.
Serve ancora molto lavoro per poter restaurare altri 2.600 pezzi, definire gli spazi (la restante parte della collezione per adesso è dislocata sotto il letto, dietro i mobili, negli armadi, nelle cantine… ) e ricollocare i mobili storici nella destinazione finale che accoglierà finalmente questa collezione unica.
Nasce così la campagna di crowdfunding #WEAREGENIO con l’obiettivo di realizzare la più grande collezione di maioliche al mondo con oltre 5.000 maioliche esposte e #ADOTTAUNAMAIOLICA: a fronte di una donazione di qualsiasi importo il nome completo e la città di ciascun sostenitore o sostenitrice verranno riportati sul retro del supporto ligneo cui è fissato il pezzo di maiolica che proprio grazie al suo aiuto potrà essere esposto. Una testimonianza eterna del sostegno alla realizzazione di questo bellissimo record.

www.wearegenio.com

Design Easy​

Design Easy

Design Easy è un laboratorio di design e stampa 3D che nasce poco più di un anno fa dall’idea di due giovani designer palermitani,Claudio Simonetti e Jessica Longo,con l’idea di avvicinare Palermo e soprattutto i giovani alle nuove tecnologie di fabbricazione digitale come la stampa 3D. Con le loro stampanti 3D realizzano prototipi, oggetti di design, modelli e gadget e si occupano di formazione,modellazione 2D/3D, rendering e progettazione grafica in genere.
Nell’arco di quest’anno hanno partecipato a vari eventi,alcuni più importanti come I Design 2014 e organizzato conferenze sul tema coinvolgendo la Facoltà di Architettura e l’Ordine degli Architetti.
Il loro lavoro consiste nello sperimentare le potenzialità della stampa 3D progettando oggetti delle tipologie più varie.

www.designeasy.it

infografica LINK3D

LINK3D

LINK3D è una collezione di accessori moda che coniugano la stampa 3D con il riuso di materiali presenti in natura (pietre marine,legno, ecc) o di vecchi capi di abbigliamento. Questi prodotti, frutto di un nuovo “artigianato digitale” low cost, mantengono la tradizione del “fatto a mano” offrendo una seconda vita a materiali considerati di scarto e proponendo una riflessione sui possibili campi d’applicazione della stampa 3D.
La stampa 3D arricchisce il senso del progetto in quanto, il materiale utilizzato (PLA) è derivato dall’amido di mais e quindi ecologico, a basso impatto ambientale e in netto contrasto le produzioni industriali di massa.
Pietra, legno e tessuto si fondono assieme in geometrie semplici e giochi di piani a creare quei contrasti di forme, colori e consistenze diverse tra loro ma che contraddistinguono da sempre i paesaggi e le atmosfere tipiche della Sicilia e in generale di tutta l’area mediterranea, da sempre presenti nella tradizione artigianale e manifatturiera locale.

stampa-3d-palermo desig

Gabriele D’Asaro

Gabriele D’Asaro

Gabriele D’Asaro è un graphic designer classe ’88 nato a Palermo. Comincia a lavorare nel primo studio già durante il percorso universitario, al culmine del quale presenta un progetto di identità dinamica per il suo stesso corso di laurea (Disegno Industriale). Il progetto è stato incluso nel volume “Dynamic Logo” insieme a lavori di nomi come Landor, Mind design, Studio Dumbar e altri, edito da Dopress Books (Cina) e pubblicato in tutto il mondo. Dopo il trasferimento a Milano nel 2014 e il conseguimento di un master in Brand Design, Gabriele attualmente lavora in un’agenzia creativa digitale e collabora con il team della piattaforma 110eLab.

Summer Design Fest: La festa del design siciliano

Summer Design Fest: La festa del design siciliano

La crisi è un’occasione meravigliosa
Una festa dei protagonisti del design siciliano: aziende, designer, operatori culturali e della formazione. La organizza a Favara (Agrigento) con il titolo ‘It’s a wonderful time, Summer Design Fest’ ADI Sicilia, insieme con Palazzo Cafisi, Farm Cultural Park e Associazione O2italia.
“Cosa c’è di meraviglioso in questo tempo di crisi?”, si chiedono sorridendo i promotori. “La crisi è il momento cruciale in cui comincia o cambia qualcosa. Allora prepariamoci al cambiamento, coltivando l’irragionevole speranza che sia un tempo meraviglioso. Perché ciò avvenga bisogna rimettere insieme rivoluzione e progetto e il design italiano ha scritto bellissime pagine in merito. Gioco e utopia stanno nella cassetta degli attrezzi del progettista, insieme alla speranza. Chi progetta spera, vuole altro e agisce per realizzarlo.”.
Per questo hanno preparato disegni, musica dal vivo, installazioni d’arte, presentazioni di realtà importanti e di prodotti del design siciliano, panoramiche del paesaggio del design contemporaneo, festeggiamenti dei designer siciliani vincitori di riconoscimenti nazionali e internazionali. Non manca la formazione al design e della ricerca, con la presenza di Abadir, Accademia di Design e Arti Visive di Catania, dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e di ICOD | I-Design | Design from Sicily | 2C Workshop.
La festa si svolge a Palazzo Michele Cafisi, ex fabbrica di falci e asilo, nel centro storico di Favara, a 9 chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento, in occasione della grande festa annuale di Farm Cultural Park, centro culturale e turistico contemporaneo diffuso.

Il programma completo
It’s a wonderful time, Summer Design Fest
27 giugno – 19 luglio
Palazzo Cafisi, via Cafisi 17, Favara (Agrigento)
Inaugurazione: 27 Giugno, ore 18:00

Inhabiting the Territory

Inhabiting the Territory: La storia di un viaggio tra Italia e Cile

Inhabiting the Territory” è la storia di un viaggio. E’ un laboratorio, esteso tra l’Italia e il Cile, un luogo di elaborazione dell’esperienza diretta, che lavora trasversalmente all’architettura, al design e al paesaggio, per riconoscerne – per contatto così come per differenza – contaminazioni e aderenze, contenuti e concetti, potenzialità e previsioni, e che prova a tenere insieme luoghi distanti, materie impreviste, cultura locale e cultura materiale, la città densa con la campagna estesa e a bassa densità,… i Quattro Canti di città, a Palermo e Loanco sull’oceano pacico. È una didattica del pensiero e delle mani, per sperimentare prima di fare, per fare senza aver paura di sbagliare, per ascoltare, aspettare e ascoltarsi… e ricercare fino a trovare. E’ una lunga e complessa esperienza di lavoro alla quale Juan Román e Gaetano Licata insieme ad un gruppo più esteso e circa venti studenti hanno lavorato, da vicino e a distanza , tra Palermo e Talca, per più di due anni.

Nell’ambito del progetto “Messaggeri della Conoscenza”, programma finalizzato alla promozione di iniziative sperimentali di didattica integrativa promosso dal Ministero per l’Università e la Ricerca Scientica (MIUR), è stato finanziato al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo (D’Arch) il progetto didattico dal titolo “abitare il territorio – inhabiting theterritory”, integrato nella didattica del Corso di Laurea in Disegno Industriale. Il programma, con responsabile didattico Juan Román, in coordinamento con il responsabile scientifico Gaetano Licata si è articolato in due fasi: I fase/ Workshop, Palermo dal 22 al 30 aprile 2014 (trenta studenti selezionati) II fase/ Residenza di studio, Talca (Cile), agosto/settembre 2014 ( Salvatore Bullara, Floriana Cane, Salvatore Cucinella, Maria Letizia Mangiameli, Federica Terruso, Eleonora Treppiedi, Andrea Vezzi, Giuseppe Zito)

Il 26 giugno 2015, dalle 11.00 alle 22.00, nel cortile e nella sala mostra del Dipartimento di Architettura, edicio 14, Viale delle Scienze, Palermo, avrà luogo l’evento conclusivo del progetto.
Il 13 luglio 2015, dalle ore 19.00, per un solo giorno la galleria Giuseppe Veniero Project, Piazza Cassa di Risparmio, 22, Palermo, ospiterà la mostra palermotalca.02

 

English version

Inhabiting the Territory” is the story of a journey. It is a workshop stretching between Italy and Chile, a place for engineering direct experiences. It works at the crossroads between architecture, design and landscape, to recognise – through contact and seeing the differences – how they are contaminated and connected, their contents and concepts, potentials and programmes. It tries to link distant places, unexpected materials, local and material culture, the dense city with the wider low-density countryside,… the Quattro Canti di Città in Palermo and Loanco on the Pacific Ocean. It is didactics using the mind and hands, an experiment before the real thing. It is doing without being afraid of getting it wrong, it is listening, waiting, listening to each other… and looking until you find. The experience is long and complex, involving Juan Román and Gaetano Licata, plus a larger work group and around twenty students, working side by side and at a distance, between Palermo and Talca, for over two years.

In the frame of the project “Messaggeri della Conoscenza”, a project that aimed to foster experimental teaching initiatives, sponsored by the Ministry for Universities and Scientific Research (MIUR), the Department of architecture of Palermo University obtained the funding for the project named “Abitare il Territorio – Inhabiting the Territory”, as a part of the programme for the Industrial Design degree course. This project, with Juan Román in charge of the didactics, and Gaetano Licata as academic leader, was carried out in two phases. Phase 1/ Workshop, Palermo, 22-30 April 2014 (thirty selected students) Phase 2/ Study trip, Talca, August/September 2014 (Salvatore Bullara, Floriana Cane, Salvatore Letizia Mangiameli, Federica Terruso, Eleonora Treppiedi, Andrea Vezzi, Giuseppe Zito)

The final event of the project will take place on the 26 th June 2015, in the courtyard and in the exhibition room of the Department of architecture, building n.14, Viale delle Scienze, Palermo.
Just for one day, on the 13th July 2015, at 7 p.m., the palermotalca.02 exhibition will be hosted by
Giuseppe Veniero Project Gallery, Piazza Cassa di Risparmio, 22, Palermo.

Juan Román Inhabiting the Territory

fotogruppochile

 

 

Giovanni Cardinale KOBRA

KOBRA Giovanni Cardinale

Kobra è una chaise longue dalla linea sinuosa e accattivante, realizzata interamente in Adamantx® puo’ essere collocata in qualsiasi tipo di ambiente.
Disponobile nei colori nero e rosso. Finitura lucida

MATERIALE: Adamantx®
DIMENSIONI: L. 200 x P. 119 x H. 100
PESO: 40 Kg

KOBRA Giovanni Cardinale design sicilia (3) KOBRA Giovanni Cardinale design sicilia (1)

Ode-all'arancia-Bruno-Munari

Ode all’arancia Bruno Munari

L’oggetto è costituito da una serie di contenitori modulati a forma di spicchio, disposti circolarmente attorno a un asse verticale, al quale ogni spicchio appoggia il suo lato rettilineo mentre tutti i lati curvi volti verso l’esterno, danno nell’assieme come forma globale, una specie di sfera.
L’insieme di questi spicchi è raccolto in un imballaggio ben caratterizzato sia come materia sia come colore: abbastanza duro alla superficie esterna e rivestito con un’imbottitura morbida interna di protezione tra l’esterno e l’assieme dei contenitori. Il materiale usato è tutto della stessa natura, in origine, ma si differenzia in modo appropriato secondo la funzione. L’apertura dell’imballaggio avviene in modo molto semplice e quindi non si rende necessario uno stampato allegato con le illustrazioni per l’uso. Lo strato d’imbottitura ha anche la funzione di creare una zona neutra tra la superficie esterna e i contenitori così che, rompendo la superficie, in qualunque punto, senza bisogno di calcolare lo spessore esatto di questa, è possibile aprire l’imballaggio e prendere i contenitori intatti. Ogni contenitore è a sua volta formato da una pellicola plastica, sufficiente per contenere il succo, ma naturalmente abbastanza manovrabile. Un debolissimo adesivo tiene uniti gli spicchi tra loro per cui è facile scomporre l’oggetto nelle sue varie parti tutte uguali. L’imballaggio, come si usa oggi, non è da ritornare al fabbricante ma si può gettare. Qualcosa va detto sulla forma degli spicchi: ogni spicchio ha esattamente la forma della disposizione dei denti nella bocca umana per cui, una volta estratto dall’imballaggio si può appoggiare tra i denti e con una leggera pressione, romperlo e mangiare il succo. Si potrebbe anche, a questo proposito considerare come i mandarini siano una specie di produzione minore, adatta specialmente ai bambini, avendo lo spicchio più piccolo. Oggi purtroppo con l’uso delle macchine spremitrici tutto viene confuso e gli adulti mangiano il cibo dei bambini e viceversa. Di solito, gli spicchi, contengono oltre al succo, un piccolo seme della stessa pianta: un piccolo omaggio che la produzione offre al consumatore nel caso che questi volesse avere una produzione personale di questi oggetti. Notare il disinteresse economico di una simile idea e per contro il legame psicologico che ne nasce tra consumatore e produzione: nessuno, o ben pochi, si mettono a seminare aranci, però l’offerta di questa concessione altamente altruista, l’idea di poterlo fare, libera il consumatore dal complesso di castrazione e stabilisce un rapporto di fiducia autonoma reciproca. Gesto cordiale e signorile, non come certi produttori contemporanei che offrono una mucca a chi compra venticinque grammi di formaggio.
L’arancia quindi è un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo.
Persino il colore è esatto, in blu sarebbe sbagliato. Tipico oggetto di una produzione veramente di grande serie e a livello internazionale dove l’assenza di qualunque elemento simbolico espressivo legato alla moda dello styling o dell’estètique industrielle, di qualunque riferimento a figuratività sofisticate, dimostrano una conoscenza di progettazione difficile da riscontrare nel livello medio dei designer. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca “materica” della superficie dell’imballaggio trattata a “buccia d’arancia”. Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata come in questo caso, dobbiamo ammetterla.

Bruno Munari (1998) Good Design, Mantova, Corraini Editore.
Video EXPO

EXPRESS MADE 3D MAKER

EXPRESS MADE 3D MAKER

EXPRESS MADE 3D MAKER nasce grazie alla voglia di giovani, cosi’ pazzi, da voler dimostrare che il lavoro non si cerca ma si crea. Creare, è questo ciò che facciamo, portiamo alla luce un idea nata nelle nostre menti grazie all’ausilio della stampa in 3 dimensioni. L’attività è fondata sul concetto di prototipazione rapida ovvero una tecnologia che rende possibile la produzione in breve tempo e senza l’ausilio di utensili di oggetti di qualunque geometria forma e dimensione, il tutto partendo dal solido realizzato su un sistema CAD tridimensionale.Tale tecnologia permette quindi di realizzare prodotti destinati a svariati settori come architettura, ingegneria, design, medicina e molto altro… risulta quindi di facile comprensione la potenzialità di questa incredibile innovazione!

www.expressmade.it