Miriam Mongitore  Lampada Glue

Miriam Mongitore Lampada Glue

La cultura dell’usa e getta che ha caratterizzato l’ultimo quarto di secolo ha disegnato oggetti caratterizzati da forme e funzioni interessanti ed innovative da cui scaturiscono un numero elevato di rifiuti che diventano col tempo difficili da smaltire. Da ciò è scaturito un modo diverso di disegnare gli oggetti che si propone il riutilizzo di questi rifiuti come materia prima per esplorare nuove forme per la vita di tutti i giorni.
Si approda ,così, all’interessante e creativo sviluppo di nuovi temi per la progettazione di oggetti di vario tipo, portando alla luce nuovi oggetti in cui l’assemblaggio, il bricolage, l’uso di materiali poveri o di materiali industriali riutilizzati, diventano nuovi indirizzi.
Con questo approccio si riesce a ricreare manufatti nuovi che emergono dalla massa degli oggetti minimalisti che ormai hanno sperimentato tutte le forme possibili dei materiali tradizionali del design e che si differenziano fra loro per piccoli dettagli, talvolta illeggibili.
Lampada “Glue” : una lampada da terra , nata dall’ assemblaggio di scarti di materiali già esistenti riutilizzati alternativamente, quali barrette di colla Eva (comunemente detta “colla a caldo”), rete metallica e fil di ferro.
La luce alla portata di tutti!

Giulia Boe & Frillo – T’ummagggini

La realizzazione di ogni elemento e ogni accessorio viene prodotta a mano da precedenti oggetti che ritornano con la loro storia ma in veste nuova. In un periodo storico che vede in declino il consumismo e la sua logica t’ummagggini trova la sua personale risposta nella creazione a partire da quanto già esistente ma spesso declassata a ”scarto”. Vecchi vestiti ritornano attuali come caldi copricapo, ombrelli rotti diventano gonne, cerniere ed etichette si trasformano in spille. Si travalicano i confini della destinazione d’uso delle cose per seguirne il loro valore estetico, il loro richiamo visivo alla ricerca di un linguaggio personale che riesca al contempo a comunicare il contatto tra vecchio e nuovo, il passaggio della storia e la cura del dettaglio.

Gandolfo Gabriele David Collezione luminaria

Gandolfo Gabriele David Collezione luminaria Studio Lenid

Sei modelli, ognuno componibile secondo uno schema geometrico o un’aggregazione libera. Nella serie sono presenti due riferimenti formali: la tradizione decorativa del sud Italia di matrice islamica e barocca e le avanguardie artistiche del novecento dall’altro.
I decori in smalto trasparente sono visibili nel controluce della lastra di lava; gli intrecci geometrici si accendono così nelle suggestioni tipiche delle luminarie siciliane utilizzate per le feste religiose.

Vittorio Venezia  Polipixel

Vittorio Venezia Polipixel Meritalia

Una superficie che sembra attestarsi nella sua natura disomogenea e spigolosa, che sembra di fatto non suscettibile di accogliere comodamente il fruitore, nasconde dentro di sé un gioco interno ed essenziale alla forma stessa, capace di spezzare l’ovvietà di un contesto di lettura già in anticipo limpido e sciolto da qualsiasi ambiguità. Si tratta del tentativo di scardinare la rigidità del rapporto forma-funzione, riconvertire sul piano progettuale il rapporto di natura semantica tra significante e significato, all’interno di una riconversione critica del passaggio immediato dalla nitidezza e dall’assoluta trasparenza della forma all’indiscutibile funzionalità dell’oggetto prodotto. Il prototipo di Polipixel è stato realizzato in strati di poliuretano tagliati a controllo numerico, con una finitura in gomma spray pensata per mantenere intatte le geometrie.