Ode-all'arancia-Bruno-Munari

Ode all’arancia Bruno Munari

L’oggetto è costituito da una serie di contenitori modulati a forma di spicchio, disposti circolarmente attorno a un asse verticale, al quale ogni spicchio appoggia il suo lato rettilineo mentre tutti i lati curvi volti verso l’esterno, danno nell’assieme come forma globale, una specie di sfera.
L’insieme di questi spicchi è raccolto in un imballaggio ben caratterizzato sia come materia sia come colore: abbastanza duro alla superficie esterna e rivestito con un’imbottitura morbida interna di protezione tra l’esterno e l’assieme dei contenitori. Il materiale usato è tutto della stessa natura, in origine, ma si differenzia in modo appropriato secondo la funzione. L’apertura dell’imballaggio avviene in modo molto semplice e quindi non si rende necessario uno stampato allegato con le illustrazioni per l’uso. Lo strato d’imbottitura ha anche la funzione di creare una zona neutra tra la superficie esterna e i contenitori così che, rompendo la superficie, in qualunque punto, senza bisogno di calcolare lo spessore esatto di questa, è possibile aprire l’imballaggio e prendere i contenitori intatti. Ogni contenitore è a sua volta formato da una pellicola plastica, sufficiente per contenere il succo, ma naturalmente abbastanza manovrabile. Un debolissimo adesivo tiene uniti gli spicchi tra loro per cui è facile scomporre l’oggetto nelle sue varie parti tutte uguali. L’imballaggio, come si usa oggi, non è da ritornare al fabbricante ma si può gettare. Qualcosa va detto sulla forma degli spicchi: ogni spicchio ha esattamente la forma della disposizione dei denti nella bocca umana per cui, una volta estratto dall’imballaggio si può appoggiare tra i denti e con una leggera pressione, romperlo e mangiare il succo. Si potrebbe anche, a questo proposito considerare come i mandarini siano una specie di produzione minore, adatta specialmente ai bambini, avendo lo spicchio più piccolo. Oggi purtroppo con l’uso delle macchine spremitrici tutto viene confuso e gli adulti mangiano il cibo dei bambini e viceversa. Di solito, gli spicchi, contengono oltre al succo, un piccolo seme della stessa pianta: un piccolo omaggio che la produzione offre al consumatore nel caso che questi volesse avere una produzione personale di questi oggetti. Notare il disinteresse economico di una simile idea e per contro il legame psicologico che ne nasce tra consumatore e produzione: nessuno, o ben pochi, si mettono a seminare aranci, però l’offerta di questa concessione altamente altruista, l’idea di poterlo fare, libera il consumatore dal complesso di castrazione e stabilisce un rapporto di fiducia autonoma reciproca. Gesto cordiale e signorile, non come certi produttori contemporanei che offrono una mucca a chi compra venticinque grammi di formaggio.
L’arancia quindi è un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo.
Persino il colore è esatto, in blu sarebbe sbagliato. Tipico oggetto di una produzione veramente di grande serie e a livello internazionale dove l’assenza di qualunque elemento simbolico espressivo legato alla moda dello styling o dell’estètique industrielle, di qualunque riferimento a figuratività sofisticate, dimostrano una conoscenza di progettazione difficile da riscontrare nel livello medio dei designer. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca “materica” della superficie dell’imballaggio trattata a “buccia d’arancia”. Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata come in questo caso, dobbiamo ammetterla.

Bruno Munari (1998) Good Design, Mantova, Corraini Editore.
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EXPRESS MADE 3D MAKER

EXPRESS MADE 3D MAKER

EXPRESS MADE 3D MAKER nasce grazie alla voglia di giovani, cosi’ pazzi, da voler dimostrare che il lavoro non si cerca ma si crea. Creare, è questo ciò che facciamo, portiamo alla luce un idea nata nelle nostre menti grazie all’ausilio della stampa in 3 dimensioni. L’attività è fondata sul concetto di prototipazione rapida ovvero una tecnologia che rende possibile la produzione in breve tempo e senza l’ausilio di utensili di oggetti di qualunque geometria forma e dimensione, il tutto partendo dal solido realizzato su un sistema CAD tridimensionale.Tale tecnologia permette quindi di realizzare prodotti destinati a svariati settori come architettura, ingegneria, design, medicina e molto altro… risulta quindi di facile comprensione la potenzialità di questa incredibile innovazione!

www.expressmade.it

Design Meets Sicily baroqEAT

Design Meets Sicily baroqEAT

baroqEAT è una collezione di 12 piatti in porcellana .
Le grafiche raffigurate rappresentano alcune tra le più belle planimetrie di chiese barocche Siciliane a pianta centrale. Una selezione accurata avvenuta attraverso numerose ricerche in biblioteca e che rappresenta anche un omaggio a Noto, mia città natale. (presente su 4 grafiche).
Le grafiche sono riferite alle seguenti chiese:
-Chiesa dei Padri Crociferi | Noto(SR)
-Chiesa di Santa Chiara | Noto (SR)
-Chiesa del Carmine | Noto (SR)
-Chiesa della SS.Trinità | Noto (SR)
-Chiesa della Badia di Sant’Agata | Catania
-Chiesa di Santa Chiara | Catania
-Chiesa di San Giuseppe | Caltagirone (CT)
-Chiesa dei PP. Somaschi | Messina
-Chiesa dei SS.Cosma e Damiano | Alcamo (TP)
-Chiesa dell’Ecce Homo | Alcamo (TP)
-Chiesa del Collegio dei Gesuiti | Mazara del Vallo (TP)
-Chiesa dell’Addolorata | Niscemi (CL)
DIMENSIONI: Diametro 31cm
PHOTO: Alessandro Michelazzi/Samuele Castiglione

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Design Meets Sicily LE CAVAGNE LAMPS

Design Meets Sicily LE CAVAGNE LAMPS

LE CAVAGNE LAMPS sono lampade a sospensione in ceramica ispirate alle cavagne, piccoli contenitori in canna e legno di fico che i venditori ambulanti utilizzavano per trasportare la ricotta in Sicilia.
Nell’immaginario collettivo, questi oggetti non sono mai appesi a muro singolarmente, ma a grappoli…da qui l’idea di proporre un corpo illuminante a sospensione e non unico.
Il posizionamento arretrato della lampada a led permette un fascio stretto e diretto.
PHOTO: Itaca Freelance

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Design Meets Sicily

Design Meets Sicily Design from Sicily

Design Meets Sicily Design from Sicily

 

Design meets Sicily TRUPPY

Design meets Sicily TRUPPY

TRUPPY è il primo oggetto della collezione. È una trottola in ceramica colata e smaltata a mano.
La classica trottola in legno, truppietto, che rappresenta uno dei giochi più amati dai bambini è rivista con uno sguardo contemporaneo.
L’oggetto, che in passato era rustico e imperfetto, ora assume una nuova struttura più elegante e preziosa grazie alla smaltatura lucida.
Realizzato in occasione dell’evento Plasma (a cura dell’associazione IMAKE) a luglio 2013 a Firenze e successivamente esposto nel corso di varie manifestazioni regionali e non solo.
Presentato durante la Milano Design Week 2014 presso la Design Library all’interno dell’evento Fuori di Design, è stato recentemente selezionato da ChloroSphere per il loro Trend Design Book 2015.
DIMENSIONI: Diametro 25cm | H 30cm
COLORI DISPONIBILI: Bianco-Terra rossa | Nero-Bianco | Bianco-Oro | Bianco-Grigio
PHOTO: Itaca Freelance/Samuele Castiglione

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Design Meets Sicily

Design meets Sicily TRUPPY  (2) Design meets Sicily TRUPPY  (1)