Sonja Burgì

Sonja Burgì

Sonja Burgì nasce nel 1993 a Palermo. Fin da piccola mostra interesse, curiosità e praticità per il mondo dell’arte, del design e di tutto ciò che presuppone una buona dose di senso estetico. Dopo aver ottenuto la maturità classica, nel 2012 decide di iscriversi al Corso di Laurea di Disegno Industriale presso la scuola Politecnica di Palermo, nell’intento di far delle sue passioni il suo futuro lavorativo. Affascinata dal vasto mondo del Design, comincia ad occuparsi di Product Design, grafica, corporate image, comunicazione.
Ogni suo progetto è sviluppato con una cura particolare ,rivolgendo la massima attenzione a tutti i processi che compongono il Life Cycle Assistment.
Ha partecipato con i suoi progetti a diverse mostre e festival tra cui il Siciliambiente di San Vito lo Capo e i Cantieri del Design ai Cantieri Culturali della Zisa. E’ attualmente assistente del professore Angelo Pantina presso il Laboratorio di Design di Scienze della comunicazione per i media e le istituzioni della Scuola delle scienze umane e del patrimonio culturale di Palermo, e presso il Laboratorio 1 del corso di laurea in Disegno Industriale della scuola politecnica di Palermo.
Nell’ambito della fotografia organizza diverse mostre tra personali e collettive: la collettiva Zyz; la mostra SINCRETISMI. con Claudio Sanchez alla Real Fonderia alla Cala; la personale Palermoltre; partecipa al workshop di fotografia con il fotografo ritrattista Fabio Florio per il progetto D-SIGN$FANS, sotto la direzione artistica del teorico del design Dario Russo, andato in mostra al Centro Culturale Biotos durante la rassegna dell’i-design a Palermo.

Photo: Filippo M. Nicoletti

“Un grande artista sa quand’è il momento di fermarsi”

“Un grande artista sa quand’è il momento di fermarsi”.Dato il clamoroso successo, gli apprezzamenti e le richieste il Centro culturale Biotos chiude allegramente con un finissage delle 10 mostre che lo hanno animato durante la settimana palermitana del design: martedì 28 ottobre alle 20.00, per brindare ai nuovi talenti dell’isola e alle prospettive progettuali che si sono dischiuse.

βιοτος Cultura & Eventi
Via XII Gennaio 2 – Palermo
Photo: Filippo M. Nicoletti

 

Improntabarre a DesignCircus

Improntabarre a DesignCircus

Il 25 e il 26 ottobre allo Spazio Dante 14  a Milano l’anteprima di DesignCircus
20 designer accuratamente selezionati vi aspettano con i loro esclusivi prodotti. Tra pezzi unici, anteprime e curiosità potrete conoscere e acquistare il meglio dell’autoproduzione. Complementi d’arredo, lampade, sculture e accessori fashion nati dalle menti e dalle mani di designer professionisti e appassionati.Tra cui le creazioni di Improntabarre, la collezione creata da Andrea Branciforti! Il Suo BN1 atterrerà direttamente dallo spazio negli ambienti di DesignCircus insieme ai due nuovi oggetti Luna e Holly . Interamente realizzati a mano e a tiratura limitata.

DesignCircus Via Dante, 14 Milano

 

 

idesign

10 mostre per I-Design a cura di Marco Pomara e Dario Russo

Centro Culturale Biotos Spazio Bquadro

Dal 15 al 25 ottobre 2014, durante la settimana del design a Palermo, il Centro Culturale Biotos ospiterà 10 mostre sul design siciliano, a cura di Marco Pomara e Dario Russo.
L’iniziativa è volta a dare spazio ai giovani progettisti dell’isola che, pur avendo talento e tenacia, non trovano spesso concrete opportunità di visibilità e di conseguente accesso al mondo del lavoro.

Allo Spazio Bquadro (il II piano del Biotos) saranno esposti i progetti del Laboratorio di disegno industriale di Dario Russo nel Corso di Studi in Architettura, un importante momento formativo, con il coinvolgimento di 5 aziende siciliane, che hanno riversato all’interno delle aule il proprio know-how e operato concreti investimenti economici in termini di produzione e comunicazione.
In esposizione, 13 progetti di mobili, con modellini e 2 prototipi, realizzati da Caruso Handmade (Palermo): il tavolo No-One e il tavolo basso Layer (Caruso Designlab). Palumbo Marmi (Trabia, PA) presenta 7 progetti di complementi di arredo in marmo, con modellini e 4 prototipi: i portariviste Dissolvenza e Frammento, lo svuota-tasche Bambola e la scacchiera ChessLab (Palumbolab). 9 progetti tra mobili e complementi di arredo fanno parte dell’allestimento di Vivo D’Emilio (CT), con modellini e un prototipo: la sedia-poltroncina WooDress (Vivo Designlab). Musìta (Salemi, TP) presenta 2 progetti di bag-in-box, con un modello e un prototipo: CrystalVino. Dellacasa (Palermo), invece, partecipa con 5 progetti nell’ambito agro-alimentare, tramite i quali si ricerca un rapporto tra tradizione culinaria siciliana e innovazione progettuale (food design), con modelli di barattoli (brandizzati) per la conservazione dei migliori prodotti agro-alimentari siciliani.

Sinergicamente ai progetti del Laboratorio, avrà luogo la personale di Filippo M. Nicoletti, dal titolo “L’immagine progettata – Storia del rapporto tra fotografia e design”: 9 immagini che riproducono alcune delle più efficaci tecniche di rappresentazione fotografica legate al design, dalla peinture d’affiche di fine ottocento all’odierno protagonismo di certi designer che combinano la propria immagine di progettista a quella del prodotto da promuovere. Questi progetti (foto)grafici descrivono alcuni prodotti del Laboratorio, documentato anche con immagini di backstage. Il lavoro di Nicoletti, oltre a fornire concrete strategie di comunicazione, nasce come Tesi di Laurea, con un nutrito apparato teorico e bibliografico di riferimento.

Inoltre, sarà possibile visitare l’attività di Design Easy, un vivace studio di progettazione, prototipizzazione e comunicazione, animato da Claudio Simonetti e Jessica Longo, e incentrato sull’utilizzo di stampanti 3D per realizzare piccoli oggetti e modellini, presenti in mostra. In mostra, anche la collezione “Frammenti”, accessori fatti di incastri, giochi cromatici e sovrapposizioni, ispirati a opere di celebri graphic designer.

Ancora, va in scena la II edizione di D|SIGN4FANS, una mostra di ritratto fotografo a opera di Fabio Florio. 8 baby-designer, inquadrati come VIP, sono messi in scena attraverso la progettazione d’una personalità visivamente rilevante, dal trucco alla posa, in modo da far emergere un carattere fortemente espressivo. L’operazione è pensata come una sorta di workshop per 5 studenti che, appassionati di fotografia, hanno avuto modo di apprezzare, all’interno della sede espositiva, l’approccio progettuale e le tecniche operative di un team di professionisti.

Nel piano nobile del Biotos, invece, sempre legata all’attività universitaria, avrà luogo la mostra Protesi | Materiali di design. Anche in questo caso, sono promossi i prototipi di giovani designer, i quali partono dalla propria Tesi di Laurea per sviluppare il progetto in prospettiva commerciale. Tra i 14 progetti: una proposta di logotipo dimanico per il Corso di Laurea in Disegno industriale di Palermo, di Gabriele D’Asaro; un set di sgabelli-pouf autoprodotti e rivestiti di tessuti diversi dal nome Change Your Skin, di Alberto Rogato; una borsa che si trasforma in un telo per improvvise soste nel verde, di Miriam Mongitore; una rivisitazione geometrica del Risiko, che può essere appeso a mo’ di quadro, di Melania Romeo; un portapenne pensato come un origami in carta naturale che si presenta come un gadget brandizzabile, di Silvia Maimone; un set di contenitori cubici, uno dentro l’altro, ispirati alla nota serie pittorica di Josef Albers Homage to the Square, che diventano comodino, sgabello, tavolo basso, libreria e altro, di Gabriele D’Asaro; un ciondolo ricavato da ossa di mucca come testimonianza urticante dall’allevamento bovino intensivo fortemente criticato in termini eco-logici, di Claudio Mannino; una rivista impattante sul piano grafico e interamente dedicata al design siciliano, di Angela Graci; una tovaglietta per cene galanti che rilancia le buone maniere, di Claudia Scandura; una scrivania da ufficio che si trasforma in una piccola cucina perfettamente attrezzata, di Antonio Iannace; un appendiabiti formalmente essenziale a mo’ di archetipo scultoreo, pensato da Gianluca Mattina; un libro “sensazionale”, visivo-materico, per bimbi ipovedenti, di Federica Sutera; un progetto di immagine coordinata e di merchandising per il Museo Archeologico Antonio Salinas che, grazie alla giovane designer Marina Biondo, assume la forma di un sottobicchiere; un libro per bambini che mira a trasmettere l’importanza del riuso per “giocare criticamente” con gli oggetti dismessi, di Alberto Caiola.

Sarà poi presentata MDA (Mediterranean Design Association – Centro di Ricerca Internazionale sull’Environmental Design), che di recente ha inaugurato la propria attività con una Summer School per la valorizzazione dei Beni Culturali nella Valle dei Templi. La mostra presenta 3 concept per il territorio, ciascuno descritto attraverso un rotolo di carta m 1×6. Collegata a questa esperienza, avrà luogo la mostra LIGHTMEUP per dimostrare empiricamente che “il colore non esiste”, attraverso un’immersione percettiva nelle innumerevoli sfumature del grigio.

AbitART raccoglie un collettivo di designer autori di prodotti ad alto tasso simbolico, mobili e complementi d’arredo, oggetti d’uso simbolicamente pregni, a metà strada tra design e arte (applicata): Carla Cannici, Gino Casavecchia, Luca Mannino, Pierpaolo Monaco e Pietro Romano.

Uno spazio è poi dedicato al gruppo 2CWorkshop, che presenta una collezione di sedute pensate in jeans: tessuto simbolo di una cultura giovanile legata al mondo della musica rock e che trasversalmente segna, veste ed esprime tutte le avanguardie giovanili del secolo scorso; e allo stesso tempo, simbolo di praticità, di libertà, di emancipazione, di informale, ovvero il tessuto/abbigliamento che meglio ha rappresentato e rappresenta i nostri tempi. Quattro tipologie di sedute – una sedia, uno sgabello, una ciambella, un pouf – per quattro diversi modi di sedere, tutti rigorosamente rivestite da stoffa jeans proveniente da scarti di fabbrica o dal recupero di capi di abbigliamento. Piccoli allestimenti corredati dalla collezione “Tree”, abiti in jeans della giovane fashion designer Valentina Plumari, accompagnati da testi a cura dell’editore palermitano Renato Magistro della Leima Edizioni.

In ultimo, uno spazio è riservato ai prototipi selezionati all’interno del concorso per la valorizzazione dei giovani progettisti “Design, what’s Up?”, allestito con complementi e arredi vari. Un’iniziativa rivolta ai designer siciliani, affinché possa fungere da trampolino di lancio per tutti coloro che rappresentano i “portatori sani” di un’idea. “Design, what’s up?” si propone di garantire visibilità, di accogliere, di intercettare, di promuovere le migliori proposte dei designer e dei creativi siciliani, siano essi studenti,
aspiranti o professionisti. Nel corso del 2014 sono stati selezionati e portati in vetrina presso lo showroom di Tito D’Emilio a Catania (primo imprenditore italiano a ricevere il “Compasso d’Oro” alla carriera nel settore della distribuzione) prototipi di Andrea Branciforti, Angelo Dolcemascolo, Massimo Carnemolla, Giuseppe Finocchio, MU’factory, Luigi Pulvirenti, Ivana Laura Sorge, Giuseppe Arezzi. Una vetrina di “oggetti per il nostro vivere quotidiano”, capaci di raccontare il Sud e il suo desiderio profondo di riappropriarsi del proprio tempo e dei propri spazi.

Info:
βιοτος Cultura & Eventi
Via XII Gennaio 2 – Palermo
Dal 15 al 25 ottobre 2014 Inaugurazione: 15 ottobre ore 18,00
Orari: tutti i giorni dalle 17:00 alle 20:00

 

 

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“I-Design”, la creatività e la cultura tornano a Palermo

Torna per la terza edizione a Palermo “I-Design”, un progetto di sviluppo culturale ed economico creato per la città e fondato “su una concezione strategica della cultura e del design come strumento fondamentale di riconversione urbana, di trasformazione della società e creazione di ricchezza per la comunità”.

Da sabato 11 a domenica 19 ottobre la città di Palermo aprirà le proprie librerie, i negozi, locali e le sedi di associazioni che diventeranno un luogo ideale di mostre, conferenze, installazioni, convegni, allestimenti di vetrine e collezioni per la ricerca di una valorizzazione della cultura del disegno industriale locale ed internazionale.

Sulla scia delle mode di I-Phone, I-Pad e I-Pod, I-Design riprende l’inglese della parola design “Io progetto” con la manifesta volontà di
valorizzare la centralità del soggetto creativo capace con la propria personalità di lasciare un segno sul proprio ambiente apportando crescita e sviluppo. In particolare il progetto tende allo sviluppo di Palermo come città del know-how legato al design come elemento attrattivo per la creazione di un immaginario collettivo in un territorio che vuole e deve cercare il cambiamento.

I-Design offre alla città ed agli appassionati l’opportunità di essere aggiornati sulle tendenze in atto in ogni settore del design dalla ceramica e l’arredamento alle più moderne correnti di riciclo ed eco sostenibilità. 
Oltre alla informazione ed al dialogo, la manifestazione punta a valorizzare il design industriale locale e le nuove idee in un’apertura verso i contesti internazionali che possano facilitare la creazione di nuova occupazione e di prospettive imprenditoriali giovanili.

Suono e fotografia, tradizione e archeologia del futuro, ecologia e tecnologia, design e architettura si fondono in questa manifestazione che partirà mercoledì 8 ottobre alle 19 presso la Rinascente di via Roma a Palermo con l’installazione Is white a color?.

Martedì 14 ottobre alle 18, al Padiglione 15 dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo si entrerà nel vivo della manifestazione delle idee con l’inaugurazione de “I cantieri del design”: cinque mostre curate da Viviana Trapani sulla sperimentazione dei giovani designer siciliani della Scuola di disegno industriale di Palermo, mentre mercoledì 15 ottobre alle 18 al Centro culturale Biotos e Spazio Bquadro, in via XII gennaio 2 si inaugureranno di dieci mostre a cura di Marco Pomara e Dario Russo.

I-Design è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, dall’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana e dal Comune di Palermo.

Per ulteriori informazioni è possibile scaricare il programma completo,  consultare il sito web di “I-Design” e seguire la pagina Facebook.